Spazio di condivisione di esperienze di jobshadowing e di formazione docenti nell'ambito del progetto Erasmus+ KA1 DigiClil che coinvolgerà, nel biennio 2015 - 2017, l'Istituto Laives1, costituito dalle scuole primarie di Vadena, San Giacomo e Pineta e dalla scuola secondaria di primo grado "F. Filzi" di Laives.
venerdì 8 aprile 2016
Tecnologia: prime impressioni
Abbiamo sentito così tanto parlare della tecnologia presente nelle scuole svedesi che non potevamo non concentrarci su quello! Abbiamo subito notato che in ogni classe sono presenti almeno una decina di portatili, il computer dell'insegnante collegato a internet, un videoproiettore e una stampante. Oggi abbiamo potuto osservare diverse lezioni in ognuna delle quali è stato usato il videoproiettore come sostituto della classica lavagna, con la possibilità di vedere immagini e filmati. Già solo questo, secondo noi, sarebbe una grande aiuto alla nostra didattica! In una lezione i bambini stavano scrivendo storie, da loro inventate, utilizzando il computer. Con la sintesi vocale potevano ascoltare ciò che scrivevano e eventualmente autocorreggersi! I capitoli venivano stampati e incollati in un quaderno, il racconto veniva completato con un disegno fatto a mano. Una volta terminati i racconti rimangono nella biblioteca della scuola a disposizione di tutti gli alunni. Ci ha colpito molto l'utilizzo del computer come uno strumento da utilizzare insieme a tanti altri! Infine siamo rimasti molto colpiti nel vedere Erica spiegare i "homework" scrivendo le indicazioni e le parole chiave sulla scheda che veniva ripresa da web Cam e proiettata sulla parete removibile.
TIC dietro l'angolo
Ogni classe dispone di desktop, di notebook e di tablet a sufficienza per poter utilizzarli come strumenti di lavoro in qualsiasi momento della giornata. All'interno delle classi ci sono apposite mensole fissate al muro su cui poggiano i desktop, mentre in armadietti movibili si trovano i notebook, i tablet ed altri accessori, ottimizzando così tutti gli spazi, sia in classe che nei corridoi. Non esiste invece la classica aula computer, anche se la struttura lo consentirebbe.
Gli alunni lavorano spesso in piccoli gruppi ed ogni gruppo svolge le attività secondo le indicazioni dell'insegnante e in base ai propri ritmi di lavoro, sfruttando cosi tutti gli spazi a disposizione, dimostrando anche in questo caso molta autonomia e rispetto del lavoro altrui e delle indicazioni degli insegnanti.
Anche in ciò la nostra organizzazione e la didattica informatica è differente. Noi, dovendo utilizzare uno spazio ed un tempo prestabilito, perdiamo la possibilità di usufruire dell'informatica come strumento quotidiano o per lo meno più frequente.
Avere delle piccole isole informatiche dentro e fuori dalla classe, ci permetterebbe di includere la tecnologia nella nostra metodologia didattica, anche per adempiere ai principi e canoni previsti dal concetto della trasversalità.
Inoltre consentirebbe una maggiore sensibilizzazione di alunni e di insegnanti che dimostrano ancora poca dimestichezza con le nuove forme tecnologiche.
giovedì 7 aprile 2016
La tecnologia toglie i confini
Purtroppo non abbiamo potuto assistere a una vera e propria lezione per immigrati per un disguido organizzativo. L'insegnante che abbiamo incontrato è stata comunque molto gentile e ci ha spiegato come è organizzato il corso illustrandoci le attività che svolgono attraverso dei filmati. Si tratta di un progetto a breve termine (al massimo un anno) per bambini e ragazzi dai 7 ai 16 anni che non sanno leggere, scrivere e parlare la lingua svedese. Gli alunni frequentano il corso dal lunedì al venerdì 5 ore al giorno, per poter imparare la lingua e la cultura locale. Attualmente ci sono cinque gruppi e il loro percorso dipende dall'età e dalla loro conoscenza della lingua. Nel "arrival group" gli alunni vengono coinvolti in attività per collegare la lingua con la realtà, imparano attraverso il "dire" e il "fare". Abbinando l'azione alla verbalizzazione è più facile memorizzare frasi svedesi inerenti alla vita quotidiana, per questo nei primi due mesi le attività vissute dai bambini vengono registrate e da loro montate in un filmato, in cui l'azione viene verbalizzata sia nella loro madre lingua che nella lingua svedese. Attraverso l'applicazione "Say hi" si possono registrare e leggere frasi in lingua madre tradotte in lingua svedese. Questo progetto è nato grazie a quattro insegnanti che hanno chiesto sostengo al CMIT (Center for media & information tecnology). Secondo il governo è fondamentale che gli immigrati acquisiscano un certo livello di preparazione della lingua svedese per essere preparati ad affrontare le richieste della scuola in modo adeguato. Inoltre questo corso ha l' obiettivo di dare loro il tempo necessario per ambientarsi, sentirsi accolti e non soli. Questo corso dura solo un anno per evitare che rimangano isolati tra di loro e affinché si integrino piú facilmente nella società svedese. Vedendo questi filmati è impossibile non notare la serenità con cui bambini e ragazzi partecipavano alle attività avvicinandosi alla nuova lingua. Ci sembra un ottimo supporto per gli insegnanti e uno strumento di integrazione forse da considerare!
L'applicazione "Sai Hi"
Svezia: ci siamo stati davvero!
The reindeer
Erica, la nostra "guida turistica" ci ha portato in mezzo al niente per il "reindeer haunting".
The Northern Light
Dopo giorni di maltempo, pioggia e neve finalmente un cielo stellato che ci ha permesso di ammirare l'aurora boreale.
L'unione fa la differenza
Avendo visitato diverse scuole ci é subito saltato all’occhio che tutte hanno lo stesso sistema scolastico: partendo dalla disposizione ed organizzazione delle aule, dal materiale scolastico e didattico a disposizione dei bambini, dalle attività quotidiane alle metodologie utilizzate dagli insegnanti arrivando alle attrezzature informatiche, e questo riguarda tutti gli ordini ed i gradi scolastica, dalla scuola materna alla scuola superiore.
Questo è possibile grazie alle linee guida date dal governo, nonché la didattica online e non, i gruppi dei docenti nei social-network ed ai frequenti meetings nazionali fra gli insegnanti di varie scuole in collaborazione con il governo.
Le linee guida del governo spingono e motivano gli insegnanti verso metodologie ben precise, fornendo lo stesso materiale a tutte le scuole, a partire dalle guide didattiche, le lezioni digitali (condivise tra insegnanti) e materiale didattico per i bambini. Gli insegnanti fanno un colloquio con il „grande boss“ una volta all’anno, che non verte esclusivamente sul lavoro ma anche sulla serenità personale dei docenti, l’andamento delle classi ed il clima scolastico in generale, dei propri desideri ed obiettivi, con il fine di valorizzare la persona e aumentare la sua autostima. Tutto ciò motiva gli insegnanti ad essere una parte attiva del sistema scolastico e dei gruppi di lavoro. Inoltre, durante questo colloquio, il grande boss, sulla base di un’autovalutazione dell’insegnante stesso, può concedere un aumento dello stipendio.
Gli insegnanti possono usufruire di una consistente didattica online che s‘incrementa anche per il contributo dei docenti stessi: ciò crea una routine fra tutti gli insegnanti, una flessibilità in costante aumento ed una maggiore approvazione delle metodologie ritenute valide:
è l’unità che fa la forza.
„Be self confident and open-minded.“
„Respect each other.“
„Help and listen to each other.“
„Don’t be afraid for asking help.“
„Collaborate and learn from each other.“
„Together we can do it.“
A questo punto sorge spontanea una domanda:
Se ciò è possibile in grande, che cosa ci impedisce di provare nel piccolo?
Utilizzo del "Ladibag" in 3 classi delle diverse scuole visitate
Una professione da scoprire
Gli insegnanti delle scuole
svedesi si appoggiano quotidianamente alla figura di un pedagogista (Social pedagoge,
Special pedagoge, Free time pedagoge). In Svezia i compiti di questa figura
specializzata sono focalizzati in ambito sociale, precisamente sul benessere
del bambino: agevola la consapevolezza della propria responsabilità, promuove
il rispetto per se stessi e gli altri, nonché il comportamento corretto nel
gruppo ed in generale come gestire le relazioni nel gruppo anche attraverso
progetti di arte o riguardanti social learning, mobbing, violenza, gestione dei
conflitti. Inoltre può svolgere delle attività in classe, con o senza la
presenza dell’insegnante, si occupa della sorveglianza e sostiene i bambini in
difficoltà sia nelle diverse materie che nella sfera personale.
Più insegnanti ci hanno ripetuto
l’importanza di questa collaborazione, in quanto sostiene l’insegnante e nello
stesso tempo tutela il bambino: “teachers can so do education, have more time
and have somebody who support them” e “ children are so saved and have more
self-confidence”, so Kristina.
I presupposti fondamentali per
una buona collaborazione fra insegnante e pedagogista sono il rispetto e l’aiuto
reciproco.
Dal 2005/2006 in Alto Adige si
inizia a parlare di una figura simile, definita “Schulsozialpädagoge”. Partito
come progetto pilota triennale, organizzato in collaborazione con l’Intendenza
Scolastica tedesca, l’Ufficio Famiglia, Donna e Gioventù e l’Università di Bolzano
e, visto gli ottimi risultati conseguiti, presentato nel 2008 in un convegno “SP
in der Schule“, per poi prevedere una formazione specializzata a partire dal
2009/2010, si è riusciti a creare una professione attualmente riconosciuta ed
esercitata solo nella scuola tedesca. Al momento ci sono circa 20 “Schulsozialpädagogen”
che lavorano sul nostro territorio.
La Provincia Autonoma di Bolzano definisce
questa figura professionale come colui che accompagna, consiglia ed incentiva i
bambini e ragazzi sia nei collegi che nelle istituzioni di pedagogia sociale e
scolastiche. Inoltre previene, interviene, pianifica, coordina attività,
programma diversi progetti, collabora con diversi enti, anche in rete, cerca
soluzioni, sostiene, informa, organizza e sviluppa interventi di sostegno,
lavora sia per il singolo che per il gruppo.
Nella scuola italiana questi
compiti vengono svolti da diverse figure.
Prevedere la figura del “Schulsozialpädagogen”
anche nella scuola italiana potrebbe essere un aiuto valido?
Sul sistema scolastico svedese in generale vedi:
mercoledì 6 aprile 2016
Non solo tecnologia: a volte basta poco
Organizzazione ed indicazioni utili per la giornata
Calendario
La biblioteca in classe
Collegamenti geografici
Il ciclo dell'acqua
Lo scheletro
The Bokbuss
Digital lesson
Oggi abbiamo conosciuto un gruppo di esperti del CMIT (Center for media & information tecnology) che sostengono e aiutano gli insegnanti nell'utilizzo della tecnologia attraverso progetti e corsi a lungo e breve termine. Organizzano una volta all'anno un "festival of knowledge" , in cui invitano tutti gli insegnanti della Svezia del nord e propongono aggiornamenti e workshops. Inoltre organizzano un "children's filmfestival", dove proiettano filmati fatti dagli alunni. Un'esperta ci ha accompagnati alla Rosviks Skola ad assistere a una lezione di una 4. classe che ha aderito a un progetto a lungo termine (MMM) che prevede l'utilizzo di un tablet per ogni bambino.
Ci ha colpito vedere valorizzare un'attività orale con l'utilizzo di tablet dotato di particolari applicazioni e green screen.
Gli alunni hanno approfondito un argomento utilizzando il tablet, hanno verbalizzato le loro conoscenze, mentre venivano ripresi e registrati. Grazie a una particolare applicazione
Ci ha colpito vedere valorizzare un'attività orale con l'utilizzo di tablet dotato di particolari applicazioni e green screen.
Gli alunni hanno approfondito un argomento utilizzando il tablet, hanno verbalizzato le loro conoscenze, mentre venivano ripresi e registrati. Grazie a una particolare applicazione
(Green Screen by Do Ink) sembrava che fossero in uno studio televisivo. Anche in questo caso gli alunni hanno imparato divertendosi, collegando un'attività pratica con la conoscenza.
ASL – Learning to read through writing
“Writing is easier
than reading and reading is easier if the writing is clear.”
“Encoding is easier
than decoding.”
Before using this method, invented by Arne Trageton and
brought by Erica Lövgren to Sweden, the students often felt frustrated when
they couldn’t write the letters very well and that created problems and so they
were not motivated anymore, so Erica. By writing and printing texts using the
computer, students are more motivated and that creates a positive circle. When
they write with the computer, the text is easier to be read and in the mean
time they can listen to what they are going to write and to what they have
already written.
“The inner motivation
brings power and joy.”
The steps for using this method:
- “ghostwriting” (before going to school, children start
with the ghostwriting. That means that they sit in front of the computer and
next to the teacher telling an invented story and writing casually on the
computer while the teacher is writing the text correctly);
- introduction by the teacher;
- the student plans with a classmate what they could write
about;
- together they create the text on the computer;
- they write random letters while the speech synthesizer is
giving support;
- they read the text to someone, send it to someone, print
it, put it on the wall or create a personal book.
This method brings a high level of student activity. The
students choose the words, make sentences, think about the sound, figure out
the sound, choose the letter, listen to the word, read the text.
“We don’t teach how to write the letters until
they know how to use them.”
Writing by hand is so learned in about 10 hours and it could
be done individually, depending on how the student is able to write and on how he/she
is motivated and wants to write by hand.
Parents really agree and think positive about this method,
the results are good, the students love coming to school and teachers earn time
by using this method, so Erica.
martedì 5 aprile 2016
Writing To Read or Learning to Read Through Writing
La nostra attenzione é stata subito catturata da una particolare metodologia con cui i bambini di 7/8 anni (1st grade) imparano a leggere scrivendo. Ogni bambino dispone di un proprio computer o ipad, auricolari e sintesi vocale. Hanno scritto la data, il nome e una frase a scelta.
In questa attività hanno potuto:
1) leggere la lettera/parola sulla tastiera;
2) digitare la lettera/parola;
3) ascoltare il suono corretto dell’elaborato;
4) rileggere cio' he hanno scritto.
Il pensiero principale su cui si basa questa metodologia consiste nel facilitare l'apprendimento della lettoscrittura dal momento che a quell'età la maggior parte dei bambini non ha ancora maturato le capacità necessarie che la scrittura a mano richiede.
La tastiera permette al bambino un approccio più semplice e motivante alla lettoscrittura. La sintesi vocale invece consente di associare il fonema al corrispondente grafema. Infine è reso possibile al bambino l'autocorrezione del proprio lavoro.
Ci ha colpito l’alto livello di concentrazione dovuta probabilmente anche agli strumenti utilizzati.
Questa metodologia è stata elaborata da Arne Trageton, un professore norvegese, ed è arrivata in Svezia grazie all'impegno di Erica, la quale, modificandola, l'ha portata nelle scuole svedesi a partire dal 2006. (vd. Med datorn Som Skrivverktyg, di Erica Lövgren, Sanoma Utbildning, Lettland, 2015).
"This is a teaching method that:
is based on writing
focuses on writing and reading - not shaping letters
is emphasizing the meaningfull"
Ci piacerebbe riprodurre quest'attività nella nostra realtà scolastica, ma la mancanza di dipositivi informatici in ogni classe e dei necessari programmi/app di ascolto di buona qualità è un grande limite.
CLIL: Ja oder Nein?
In der Schule angekommen, war unsere Neugierde auf die
didaktische Ausübung des CLIL-Unterrichts groß. Doch wir suchten vergebens,
denn, wie von Hanna berichtet, steckt die uns bekannte CLIL-Methode in der
Norrby Skola Fritids noch in den Kinderschuhen.
Meist unterrichtet der Klassenlehrer Schwedisch sowie
Englisch.
Die Kinder lernen bereits im Kindergarten Englisch und haben 3
Stunden Englischunterricht in der Schule. Englisch wird nicht in anderen
Fächern eingebaut, dennoch werden seit kurzem kleinere Projekte organisiert, in
denen man einen Teil eines bestimmten Themas in Englisch unterrichtet. Aufgrund
des Projekts Erasmus+KA1 konnten die Lehrpersonen der schwedischen Schule
Einblick in unseren CLIL-Unterricht gewinnen und wollen nun mit jenem
experimentieren.
Englisch ist im Privaten die Sprache des Fernsehens, der
Musik und des Computers, so Erica. Daher lernen die Kinder hauptsächlich
außerhalb der Schule Englisch. Für die Kinder ist es einfach die englische
Sprache zu verstehen, zu sprechen und auch zu lesen. In der Klasse wird vor
allem die Grammatik vertieft, denn meist weisen die Schüler Schwierigkeiten im
Schreiben auf, da die Aufnahme der englischen Sprache ausschließlich durch das
Sehen und Hören von Filmen bzw. Musik stattfindet.
Englisch wird somit nicht als Zweitsprache, sondern als
Fremdsprache betrachtet. Da die Kinder bereits mit Vorkenntnissen der
englischen Sprache einschulen und in ihrem Alltag viel mit der englischen
Sprache in Kontakt treten, ist ein CLIL-Unterricht, wie wir ihn kennen, weder
aus didaktischen, zeitlichen noch ökonomischen Gründen sinnvoll. Dennoch
konnten sich einige Lehrpersonen für unser CLIL-System sehr begeistern und sind
für neue Ideen offen und experimentierfreudig.
Osservando il "CLIL" svedese pensiamo che sia
fondamentale coinvolgere le famiglie, le associazioni sportive e del tempo
libero, affinché la seconda lingua, ossia il tedesco, non rimanga limitato al
contesto scolastico, ma che venga utilizzata in diverse attività extrascolastiche
diventando cosi di uso quotidiano.
lunedì 4 aprile 2016
Viaggio devastante - ma comunque ne é valsa la pena
02/04/2016
ore 17.45: partenza da Bolzano con un ritardo di ben 25 minuti
ore 22.00: arrivo alla stazione centrale di Monaco
ore 23.40: arrivo al hotel Hallbergerhof
ore 00.35: finalmente a dormire
03/04/2016
ore 06.00: sveglia
ore 06.30: partenza per l´aereoporto in taxi
ore 08.25: imbarco aereo per Stoccolma
ore 10.30: arrivo a Stoccolma
ore 10.30-17.30: attesa in aereoporto
ore 17.45: imbarco aereo per Lulea
ore 19.20: arrivo a Lulea
Incontro con Erica che ci ha accolti con tanto affetto e ci ha accompagnati per l´ultima tappa di circa un´ora fino alla nostra destinazione: Pitea.
Durante il viaggio Erica ha colto l´occasione di mostrarci il bellissimo paesaggio del nord della Svezia e alcune caratteristiche della piccola citta.
Ci ha accompagnati fino al bellissimo ed accogliente B&B Pensionatet e la proprietaria ci ha mostrato con tanto entusiasmo il suo gioiello.
Dopo un breve riposo Erica é venuta a prenderci la mattina dopo e ci ha accompagnati alla Norrbyskola and Fritids. Abbiamo trovato un clima sereno e tranquillo. I bambini e gli insegnanti mostrano di avere un rapporto basato sulla fiducia e rispetto reciproco.
Posted by Alessandra De Zorzi (perché il mio account non funziona ancora)
02/04/2016
ore 17.45: partenza da Bolzano con un ritardo di ben 25 minuti
ore 22.00: arrivo alla stazione centrale di Monaco
ore 23.40: arrivo al hotel Hallbergerhof
ore 00.35: finalmente a dormire
03/04/2016
ore 06.00: sveglia
ore 06.30: partenza per l´aereoporto in taxi
ore 08.25: imbarco aereo per Stoccolma
ore 10.30: arrivo a Stoccolma
ore 10.30-17.30: attesa in aereoporto
ore 17.45: imbarco aereo per Lulea
ore 19.20: arrivo a Lulea
Incontro con Erica che ci ha accolti con tanto affetto e ci ha accompagnati per l´ultima tappa di circa un´ora fino alla nostra destinazione: Pitea.
Durante il viaggio Erica ha colto l´occasione di mostrarci il bellissimo paesaggio del nord della Svezia e alcune caratteristiche della piccola citta.
Ci ha accompagnati fino al bellissimo ed accogliente B&B Pensionatet e la proprietaria ci ha mostrato con tanto entusiasmo il suo gioiello.
Dopo un breve riposo Erica é venuta a prenderci la mattina dopo e ci ha accompagnati alla Norrbyskola and Fritids. Abbiamo trovato un clima sereno e tranquillo. I bambini e gli insegnanti mostrano di avere un rapporto basato sulla fiducia e rispetto reciproco.
Posted by Alessandra De Zorzi (perché il mio account non funziona ancora)
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