lunedì 7 marzo 2016

Lo smartphone può diventare anche uno strumento didattico?


ll Bett (Britisch Educational Training And Tecnology) è una fiera internazionale che si è svolta dal 20 al 23 gennaio a Londra ad Excel London (un grande centro congressi). Si tratta di una manifestazione dedicata alle tendenze pedagogiche e tecnologiche nel mondo digitale in continua trasformazione. Ho avuto la fortuna e il piacere di partecipare a questo grande evento insieme a mie due colleghe, Tanya Ghirardini e Antonella Bonato nei giorni 21 e 22 gennaio 2016. Insieme abbiamo visitato gli stand espositivi e seguito alcuni workshop e approfondimenti su diversi temi tenuti da insegnanti ed esperti di educazione. Tra la visita agli stand e la partecipazione ai workshop c'è stato anche il tempo di condividere esperienze, discutere e riflettere su metodi innovativi d’insegnamento.
Arrivate in fiera a Londra la mattina del 21 gennaio siamo state letteralmente catapultate nel mondo della tecnologia e con entusiasmo abbiamo ascoltato e seguito ciò che i vari espositori ed esperti ci proponevano. Una delle domande più frequenti che ci venivano poste è stata: “What kind of divice do your students have at school?” e questo mi ha fatto capire che l'uso di un device fa parte della quotidianità e realtà scolastica anglosassone contrariamente a quanto avviene nel nostro sistema scolastico.In diverse occasioni mi sono confrontata con le miei compagne di avventura a questo proposito e ci è sorto spontaneo farci qualche domanda: è veramente giusto vietare e demonizzare lo smartphone? Gli smartphone sono solo elementi di distrazione che disturbano lo svolgimento delle lezioni o possono essere anche utili nell'insegnamento-apprendimento? Personalmente non avevo mai preso in considerazione la seconda possibilità. Nella nostra scuola i telefonini devono essere chiusi in una cassetta di sicurezza all'inizio delle lezioni e il loro uso è vietato. Ascoltando però le diverse testimonianze di insegnanti per i quali l'uso di device in classe è all'ordine del giorno ho riconsiderato la questione: forse scuola e cellulare possono anche andare d'accordo? Se si, a quali condizioni? É noto che i ragazzi usano lo smartphone talvolta in modo imprudente e sconsiderato ed è proprio per questo motivo che è necessario stabile regole chiare ed esplicite. Un'opinione diffusa al Bett è quella di non lasciare fuori dall'aula lo smartphone per il timore di non essere in grado di gestirlo, ma piuttosto di accompagnare ed educare i nostri alunni ad un uso consapevole e responsabile del mezzo.

Mi sono convita che l'utilizzo degli smartphone da parte degli studenti a scuola possa avere degli aspetti positivi che gioverebbero sicuramente al rendimento scolastico anche di quegli alunni non proprio amanti dello studio. Una lezione basata sull'utilizzo del proprio smartphone in classe, credo sia molto più interessante e coinvolgente di una tradizionale spiegazione sul cartaceo ed in questo modo, lo studio diventerebbe più appassionante  ed interessante, portando ad un maggiore rendimento scolastico da parte degli studenti. Credo che lo smartphone possa diventare un alleato e non rappresenti il nemico da combattere anche se sono convinta che non possa sostituire la didattica tradizionale ma che debba affiancarla. 

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