Mölndal mi è piaciuta fin da subito. È circondata da verdi foreste che ricordano le nostre ed è un luogo in cui si gode di una calma e una pace rigeneranti.
Questa mattina, nella scuola Glasberg, abbiamo ricevuto una calda accoglienza da parte dei colleghi svedesi, alcuni dei quali ci avevano fatto visita nei due anni scorsi, a Laives, e con cui si era creato fin da subito un affiatamento e una sintonia tutt'altro che scontati se si considera che siamo persone provenienti da Paesi così diversi e lontani. Quello che ci accomuna e ci avvicina però non è poco: la passione per la nostra professione, la curiosità di imparare sempre qualcosa di nuovo che possa rendere più efficace la nostra presenza in classe, il desiderio di sentirci realizzati e fieri di ciò che facciamo. Ecco perché siamo qui.
Rivedere Rakel, Pia e Charlotte mi ha fatto realizzare di essere veramente e finalmente arrivata in Svezia. Ho tanto atteso e desiderato vivere questa esperienza che ora sono ansiosa di trarne tutto ciò che di positivo potrà insegnarmi.
In queste poche ore trascorse alla Glasberg ho iniziato a scoprire cosa differenzia le nostre realtà scolastiche, ho meglio compreso le osservazioni dei colleghi che hanno vissuto questa esperienza prima di noi e mi sono resa conto che in fondo i ragazzi si assomigliano tutti e che la differenza la facciamo noi adulti che ci prendiamo cura di loro: insegnanti e genitori.
Sono rimasta colpita dalle aule ampie e dalla posizione dei banchi molto diversa dalle "schiere" che caratterizzano le nostre classi. In alcune aule le sedie, munite di tavolino e rotelle, vengono spostate secondo necessità ed i bambini possono rapidamente raggrupparsi per lavorare insieme. Su quelle sedie, su quei tavolini abbiamo mangiato insieme a loro, nella loro aula. È stata una piacevole sorpresa. Mi sono sentita accolta nella loro quotidianità.

Nel pomeriggio abbiamo assistito a laboratori manuali le cui attività hanno coinvolto tutti i bambini, a prescindere che si trattasse di maschi o femmine.

Ai tavoli della falegnameria si avvicendavano con impegno bambine munite di seghetto e maschietti impegnati a limare, scartavetrare, a dare forma ai loro progetti.
Nella stanza a fianco si lavorava invece con il DAS alla realizzazione di figure ispirate ai Vichinghi, mentre con la penna 3D alcuni ragazzi realizzavano delle pedine da utilizzare con un gioco da tavolo. Libero sfogo alla creatività e alla fantasia!
Siamo solo all'inizio di questa avventura e del tutto intenzionate a lasciarci stupire.



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